Lo Strategy Process per il mondo delle imprese: terzo passo, la Strategy Execution

In questo articolo parleremo di…

  • La Strategy Execution è il momento in cui la visione strategica prende forma attraverso azioni concrete e coordinate. Non si tratta di una semplice lista di attività, ma di un processo strutturato che stabilisce cosa fare, come farlo e in quale ordine. Senza un’esecuzione efficace, anche la strategia più solida rischia di restare sulla carta, impedendo all’azienda di raggiungere i propri obiettivi.
  • Suddivisa in quattro aree fondamentali (innovazione, processi interni, clientela ed economia-finanza), la mappa strategica consente di visualizzare il legame tra decisioni aziendali e risultati attesi. Questa struttura aiuta a mantenere un approccio coerente e misurabile, evitando azioni isolate o guidate dall’istinto, e assicura che ogni intervento abbia un impatto diretto sul successo dell’impresa.
  • L’esecuzione della strategia richiede un controllo continuo attraverso indicatori di performance specifici per ciascuna area. Il confronto periodico tra i risultati ottenuti e quelli previsti permette di individuare eventuali scostamenti e di intervenire in modo tempestivo. Un approccio strutturato, basato su dati concreti, consente di mantenere la direzione strategica senza rinunciare alla flessibilità necessaria per affrontare le evoluzioni del mercato.

Tradurre obiettivi e pianificazione in un sistema di azioni coordinate è il cuore dell’ultima fase dello Strategy Process

Dopo aver esaminato la Strategy Evaluation e la Strategy Formulation è arrivato il momento di dare spazio alla Strategy Execution, ovvero l’esecuzione della strategia. Quest’ultima rappresenta il punto in cui ogni scelta diventa azione, in cui ogni visione strategica si traduce in attività operative concrete.

È il momento in cui gli sforzi di analisi, riflessione e pianificazione si tramutano in iniziative tangibili e monitorabili, con l’obiettivo di raggiungere la meta stabilita.

Cos’è la Strategy Execution?

La Strategy Execution rappresenta il terzo passo del percorso di pianificazione strategica aziendale che, nelle sue fasi precedenti, si è concentrato su due aspetti fondamentali:

  1. l’analisi del punto di partenza, ovvero “fare una fotografia” dello stato attuale dell’impresa e di dove va il mondo (Strategy Evaluation);
  2. l’individuazione dell’obiettivo a lungo termine, cioè la chiara definizione del “dove si vuole arrivare”, delineando una meta realistica e coerente con le condizioni di mercato (Strategy Formulation).

La Strategy Execution consiste nel tradurre tutto questo in un piano d’azione operativo che, beninteso, non si limita a indicare che cosa fare, ma definisce come e in che sequenza farlo, fornendo linee guida chiare per ogni attività che dovrà essere svolta.

In sostanza, non si riduce a un generico “fare delle cose”. Al contrario, è un processo ordinato che mira a scongiurare l’approssimazione e l’improvvisazione, due fenomeni molto diffusi nelle aziende, soprattutto laddove manca una solida cultura d’impresa.

Per mettere in pratica tutto questo occorre definire un piano operativo, cioè quel complesso di azioni e attività da svolgere per raggiungere l’obiettivo.

Questo piano viene predisposto attraverso la stesura della mappa strategica, un modello visivo che aiuta a comprendere, organizzare e monitorare le iniziative strategiche di un’azienda: non un semplice elenco di attività, ma un sistema progettato per mettere in relazione obiettivi, azioni e risultati attesi.

Leggi anche: Definire gli obiettivi strategici aziendali: metodologie e consigli

Che cos’è la mappa strategica?

La mappa strategica è uno strumento visivo che rappresenta la strategia aziendale, articolata in 4 aree di competenza, ovvero:

  • area economico-finanziaria;
  • area della clientela;
  • area dei processi interni;
  • area dell’innovazione.

 

La forza della mappa strategica, e quindi della Strategy Execution, risiede nella capacità di mostrare, ancora prima di passare all’azione, il legame di causa ed effetto tra le iniziative messe in campo e i risultati attesi.

Mi spiego meglio: l’ordine delle aree nella mappa strategica non è casuale.

In realtà riflette una logica causa-effetto perché mostra come gli obiettivi aziendali siano interconnessi e come i risultati ottenuti in un’area influenzino quelli delle altre. Ogni livello rappresenta una base da cui partire per raggiungere gli obiettivi di livello superiore, creando una catena logica e strategica.

Schema mappa strategica | Giorgio Petrucci

Ecco come funziona.

Area dell’innovazione

È il punto di partenza di tutto il sistema. Senza competenze del personale, infrastrutture tecnologiche adeguate e un ambiente organizzativo orientato all’innovazione, l’azienda non può migliorare i suoi processi interni.

  • Obiettivo/Causa: Migliorare le competenze dei dipendenti o adottare nuove tecnologie.
  • Effetto: Miglioramento dell’efficienza operativa e della capacità di innovare.

Area dei processi interni

I miglioramenti in questa area permettono di ottimizzare la creazione di valore per il cliente. Se i processi interni sono ben progettati ed efficienti, l’azienda può offrire prodotti e servizi di qualità superiore.

  • Obiettivo/Causa: Ottimizzare il processo di produzione o di erogazione dei servizi.
  • Effetto: Maggiore soddisfazione e fidelizzazione dei clienti.

Area della clientela

Creare valore per il cliente è un passo fondamentale per ottenere risultati finanziari sostenibili. Se l’azienda è in grado di soddisfare le esigenze dei clienti e costruire relazioni solide, ciò si riflette positivamente dal punto di vista delle vendite.

  • Obiettivo/Causa: Aumentare la soddisfazione o la fidelizzazione dei clienti.
  • Effetto: Aumento del numero di vendite e, di conseguenza dei ricavi.

Area finanziaria (vertice della mappa)

Gli obiettivi finanziari rappresentano la destinazione finale della strategia e il miglioramento delle altre aree è volto principalmente in direzione del miglioramento dei risultati economici.

  • Obiettivo/Causa: Aumentare le vendite grazie alla fidelizzazione della clientela, all’ottimizzazione dei processi interni e all’innovazione.
  • Effetto: Miglioramento della redditività e del valore dell’azienda.

Sintesi della logica

L’idea centrale è che:

  • gli investimenti nelle risorse (apprendimento e crescita) alimentano processi più efficaci;
  • processi più efficaci migliorano l’esperienza del cliente;
  • una migliore esperienza del cliente si traduce nel miglioramento dei risultati finanziari.

Quando si pianifica una strategia senza questo tipo di ragionamento, si rischia di attendere che i risultati economici cadano dal cielo, come frutto della sorte. La mappa strategica ribalta questa visione, mettendo nero su bianco la sequenza di eventi che porta da una decisione strategica a un risultato concreto.

Questa logica è particolarmente importante per evitare decisioni impulsive.

Senza una chiara visione di causa ed effetto, l’imprenditore potrebbe essere tentato di provare ogni mese qualcosa di diverso, seguendo l’istinto o lasciandosi condizionare dai trend del momento.

L’antidoto a tutto questo consiste, per l’appunto, nell’applicazione della Strategy Execution: per raggiungere determinati obiettivi economici, occorre agire su specifici processi, formare il personale, introdurre innovazioni e migliorare l’esperienza del cliente. Ogni tassello è legato all’altro.

Prima di compiere un’azione, dunque, l’imprenditore dovrebbe consultare il piano, domandandosi: “Che effetto avrà questa scelta sulle aree della mappa? Come si rifletterà nel lungo periodo sui risultati economico-finanziari?” Se la risposta non è chiara o non appare coerente con la direzione definita in fase di Strategy Formulation, forse è il caso di rivedere l’idea o di approfondire l’analisi.

In questo modo, la logica causa-effetto riduce la quota di incertezza insita nell’attività d’impresa.

Naturalmente, non esiste la certezza assoluta di ottenere esattamente i risultati sperati, perché il mercato è in continua evoluzione. Tuttavia, un approccio sistematico e razionale consente di minimizzare gli errori, di comprendere meglio le dinamiche interne ed esterne e di apportare eventuali aggiustamenti in corso d’opera in maniera più rapida ed efficace.

Come si crea una mappa strategica?

Per costruire una mappa strategica il primo passo consiste nell’indicare chiaramente la vision e la mission dell’azienda che sono state individuate in fase di Strategy Formulation.

Una volta stabiliti questi elementi di base, si inseriscono i temi strategici che guidano l’azienda nel perseguire i propri obiettivi. Questi temi rappresentano i pilastri che sostengono la strategia complessiva e possono includere, ad esempio, la crescita aziendale, l’efficienza operativa e la creazione di una cultura aziendale solida.

La mappa strategica viene poi suddivisa nelle quattro aree principali già esaminate in precedenza che descrivono come l’azienda costruisce il successo, partendo dalla base e salendo verso l’alto, fino al vertice, occupato dall’area economico-finanziaria. In ognuna di esse saranno inseriti dei precisi obiettivi strategici, ad esempio:

  • “migliorare le competenze del personale” e “diffondere l’utilizzo di strumenti di digitalizzazione” nell’area dell’innovazione;
  • “ottimizzare la gestione delle scorte di magazzino” e “rendere più efficiente l’erogazione dei servizi” nell’area dei processi interni;
  • “migliorare la soddisfazione dei clienti” e “ottimizzare la percezione del brand tra i potenziali clienti” nell’area della clientela;
  • “ridurre i costi” e “aumentare le vendite” nell’area economico-finanziaria.

Una volta definiti gli obiettivi in ciascuna area, si rappresentano graficamente le relazioni causa-effetto tra essi tramite delle frecce che partono dalla causa arrivando al rispettivo effetto. Ad esempio, partendo dagli obiettivi appena delineati, “migliorare le competenze del personale” sarà collegato direttamente con “rendere più efficiente l’erogazione dei servizi” in quanto causa diretta di quest’ultimo. E “rendere più efficiente l’erogazione dei servizi”, a sua volta, sarà direttamente collegato a “migliorare la soddisfazione dei clienti” e così via.

Imprenditore seduto alla scrivania che crea una mappa strategica al computer | Giorgio Petrucci

Monitoraggio, controllo e aggiustamenti in itinere

La Strategy Execution, come puoi ben immaginare, non è un atto isolato. Non si tratta di compilare una lista di azioni, realizzarle e sperare che tutto vada per il meglio. È un processo continuo, che richiede monitoraggio, controllo e la disponibilità ad apportare modifiche se ci si accorge che qualcosa non sta andando secondo i piani.

Dopo aver definito la mappa strategica e aver reso operative le azioni individuate, pertanto, occorre verificare periodicamente i risultati, confrontandoli con quelli previsti. Questo passaggio è indispensabile per evitare di rendersi conto troppo tardi di essere fuori rotta.

Il monitoraggio può avvenire attraverso:

  • indicatori legati all’area economico-finanziaria (margini, ricavi, costi, utile operativo);
  • indicatori legati alla clientela (livello di soddisfazione, numero di clienti ricorrenti, feedback ricevuti);
  • indicatori legati ai processi (tempi di realizzazione dei prodotti o di erogazione dei servizi, percentuale di prodotti difettati, quantità di risorse impiegate);
  • indicatori legati all’innovazione (numero di nuovi prodotti o servizi introdotti, miglioramenti tecnologici, aggiornamenti formativi del personale).

Se qualcosa non procede come sperato, è necessario intervenire subito piuttosto che attendere. La Strategy Execution non è un documento statico da lasciare in un cassetto, ma una guida da aggiornare.

Occorre mantenere una mentalità flessibile, pronti a modificare scelte, tempi e investimenti qualora i risultati reali non corrispondano a quelli attesi.

Beninteso, non si tratta di cambiare direzione a ogni minima variazione, poiché la strategia generale deve mantenere un buon livello di coerenza. Piuttosto, si tratta di essere disposti a riflettere sulla differenza tra quanto delineato nel piano e la realtà.

E la mappa strategica risulta utile anche sotto questo aspetto, in quanto fornisce un quadro di riferimento per interpretare eventuali scostamenti: se si nota, ad esempio, che la soddisfazione del cliente non cresce come previsto, occorre capire se questo dipende dai processi interni, dalle attività di comunicazione, o dalla scarsa capacità di innovare i prodotti. Comprendere il nesso causa-effetto permette di intervenire esattamente dove serve, evitando interventi inutili e costosi che non risolverebbero il problema.

Nessuna strategia è valida per sempre: occorre la prontezza di reagire di fronte ai cambiamenti, mantenendo fermo l’obiettivo ma mettendo in discussione le azioni quando non producono gli effetti desiderati.

Leggi anche: Analisi dei rischi in azienda: come identificarli e ridurli una volta per tutte

La Strategy Execution per realizzare una pianificazione aziendale efficace

La Strategy Execution è l’ultimo passo del percorso di pianificazione aziendale, ma non per questo il meno importante. Dopo aver compreso dove si è (Strategy Evaluation) e dove si vuole andare (Strategy Formulation), è necessario stabilire come muoversi concretamente per raggiungere la meta (Strategy Execution). La mappa strategica aiuta in questo compito, dividendo le attività in quattro aree (economico-finanziaria, clientela, processi, innovazione) e mettendo in evidenza le relazioni di causa-effetto tra le azioni da intraprendere e i risultati attesi.

Questa visione sistemica consente all’imprenditore di agire con consapevolezza, evitando di farsi travolgere dalle urgenze quotidiane e dalle variabili incontrollate.

Investire tempo ed energie nella Strategy Execution significa dotarsi di un metodo di lavoro ordinato, capace di guidare l’impresa nel lungo periodo. Di fronte a un mercato ipercompetitivo, l’adozione di un approccio strategico rappresenta una scelta di responsabilità e lungimiranza. Pianificare, agire e monitorare diventa l’unico modo per evitare di navigare a vista, riducendo i rischi e aumentando le possibilità di successo dell’impresa.

Se desideri adottare un approccio strutturato e consapevole per guidare la tua azienda attraverso le fasi dello Strategy Process, Giorgio Petrucciè al tuo fianco. Dalla valutazione iniziale (Strategy Evaluation) alla formulazione della strategia (Strategy Formulation) e fino all’esecuzione operativa (Strategy Execution), offriamo strumenti e consulenze mirate per trasformare le tue idee in risultati concreti.

Contattaci per costruire insieme un percorso strategico su misura per la tua impresa.


Strategy Execution: domande & risposte

Cos’è la Strategy Execution?

La Strategy Execution è il terzo e ultimo passo del processo di pianificazione aziendale. È la fase in cui la strategia definita nelle fasi precedenti viene trasformata in azioni concrete. Questo processo richiede la creazione di un piano operativo dettagliato, che non si limita a indicare cosa fare, ma specifica anche come, quando e con quali risorse agire per raggiungere gli obiettivi aziendali.

Che cos’è la mappa strategica?

La mappa strategica è uno strumento visivo che rappresenta la strategia aziendale attraverso obiettivi chiari e la loro interconnessione in una logica causa-effetto. Si utilizza per organizzare e monitorare le iniziative strategiche, suddividendole in quattro aree fondamentali. Questo strumento aiuta a collegare gli obiettivi operativi agli obiettivi strategici di lungo termine, rendendo più chiara la direzione da seguire per ottenere risultati concreti.

Quali sono le quattro aree in cui si suddivide la mappa strategica?

La mappa strategica si suddivide in quattro aree principali: innovazione, processi interni, clientela e area economico-finanziaria. Ogni area rappresenta un passaggio chiave per il successo dell’azienda. L’innovazione è la base, dove si sviluppano competenze e tecnologie; i processi interni ottimizzano l’efficienza operativa; la clientela si concentra sul valore percepito dai clienti; infine, l’area economico-finanziaria misura i risultati tangibili dell’intero processo.

 

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